Natura

La strada si inerpica

lungo i fianchi di una dolce collina.

I vigneti arrivano sino al limitare della carreggiata e sono i cipressi, i faggi, ad ombreggiare i filari. Fra le vigne corre una lepre. Nel cielo, una poiana caccia volando in grandi cerchi, cercando col suo sguardo acuto una preda sul terreno. Una nuvola di api, di piccoli insetti, di farfalle riempie l’aria fra i vigneti e sull’erba.

Questa enorme vitalità è il segno tangibile dei cambiamenti adottati per rendere Monte del Frà una cantina sempre più sostenibile per l’ambiente.

Progressivo azzeramento

dei prodotti della chimica di sintesi;

trappole a confusione sessuale per inibire lo sviluppo degli insetti dannosi per le piante; cura della biodiversità lasciando ampi spazi di bosco fra un  vigneto e l’altro permettendo quindi alla Natura di trovare le proprie contromisure; sistemi di irrigazione a goccia per evitare le dispersioni e lo spreco di acqua preziosa.

Monte del Frà applica il protocollo delle tecniche della difesa integrata: non “imponiamo” nulla alla pianta, la aiutiamo a trovare dentro di sé e nell’ambiente circostante la forza per combattere malattie e parassiti naturali. Partiamo dal terreno, dove la pianta si nutre: in  autunno lo mineralizziamo con sementi di vario genere (tecnica del sovescio). Il terreno si arricchisce di nutrimento, naturalmente, e la pianta trova tutto quello di cui ha bisogno.

In primavera, attraverso dei bastoncini carichi di ormoni, andiamo a confondere la tignoletta evitando o abbassando il rischio di riproduzione, riducendo quindi la possibilità che la vite si ammali e debba quindi essere trattata.  Nei mesi di massima espansione della flora, andiamo a ripulire i filari prestando molta attenzione alla fauna utile. Quindi, la trinciatura dell’erba avviene a filari alternati, così che la fauna possa spostarsi e trovare nuovo riparo; attorno alla vigna la trinciatura è rigorosamente meccanica, senza mai utilizzare prodotti chimici, e lasciando il trinciato sul terreno così da ricreare nutrimento.

La pianta diventa così più robusta trovando in natura tutti gli elementi di cui ha bisogno. Così, riesce anche a reggere meglio la sfida del cambiamento climatico.

Il ritorno della fauna selvatica è la migliore testimonianza di come sia migliorato l’ambiente naturale negli appezzamenti controllati dalla famiglia Bonomo  che da anni ha intrapreso un proprio percorso di sostenibilità basato su una sommatoria di gesti concreti, pragmatici, per garantire innanzitutto il massimo rispetto della natura premessa indispensabile quando si vuole creare un vino di altissima qualità.