Vendemmia 2012 una corsa contro il tempo

Sembra un gioco di parole poco consono a chi vendemmia eppure il 2012 verrà ricordato per l’atipicità dell’annata da un punto di vista meteorologico. Lo hanno definito anno dei record e sicuramente lo è stato, soprattutto per il caldo che si è protratto per lungo tempo con punte di più 40 gradi centigradi e una piovosità molto bassa, al di sotto della media stagionale. Ma è una condizione meteo che ormai si va sempre più consolidando e la famiglia Bonomo assieme all’enologo Introini stanno valutando le migliori soluzioni agronomiche per contenere gli eventuali disagi di tali cambiamenti che possiamo definire epocali. Se guardiamo alla qualità delle uve in vendemmia si può dire che si tratta di un’annata comunque storica per il Custoza, con vigne che hanno prodotto meno ma con una qualità superlativa. Grappoli grandi e belli spargoli soprattutto per la Garganega mentre per il Trebbiano e Trebbianello e Cortese i grappoli si sono ridimensionati con una maggiore compattezza ma una bella sanità complessiva. Eligio Bonomo ha chiamato i suoi grappoli “didattici” in quanto da fotografare per la perfezione vista in poche occasioni. Il territorio morenico fortemente drenante è stato contenuto dall’uso controllato della irrigazione artificiale che ha salvato alcune zone di vigneto più esposte alla siccità. Quest’anno si parla di vigne rovinate proprio per l’assenza troppo prolungata della mancanza di pioggia. A Monte del Frà tutte le vigne sono tra loro collegate da un sistema di irrigazione ad alta tecnologia, diviso in settori che corrispondono alle parcelle dei cru, i quali calcolano il valore di disidratazione del terreno e decidono quando far partire l’irrigazione. Da considerare poi il grande valore aggiunto dei forti scambi termici che quest’anno hanno caratterizzato l’intera estate. Una condizione molto positiva per l’accumulo di aromi e di profumi tra le bucce delle uve che poi in vinificazione elevato il pregio del vino.

A Lena di Mezzo si è visto il grande valore di quel terroir! La pietra calcarea, l’argilla e le scisti superficiali hanno mantenuto fresco il terreno anche in profondità. Una controllata irrigazione ha mantenuto umido il terreno anche in profondità e le radici hanno superato i momenti più gravi del periodo siccitoso. Il fresco della valle di Fumane e soprattutto della stretta valletta del torrente Lena hanno garantito grandi scambi termici giorno — notte e una maturazione ottimale delle uve, le quali, si sono presentate perfette al deposito in cassetta. I vini di quest’annata saranno particolarmente ricchi di aromi e profumi e avranno certamente un carattere più solenne. Manterranno però vive le condizioni di pH e acidità tipiche della zona di Fumane che garantisce sempre ottime longevità e affinamenti per i grandi Amaroni della famiglia Bonomo.